Dopo tre anni di conflitto e un decreto nel 2022 che vietava ogni trattativa con la Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice ora pronto a negoziare, definendolo “l'unico modo per portare la pace.” In un’intervista con il giornalista britannico Piers Morgan, rilanciata dai media ucraini, Zelensky ha tracciato un quadro desolante della situazione sul campo: “Abbiamo perso oltre 45mila soldati dall'inizio del conflitto,” ha ammesso, sottolineando come la riconquista dei territori occupati sembri ormai un'utopia.
Con la Russia che continua ad avanzare, il leader ucraino ha espresso preoccupazioni anche sul futuro del Paese e sul ruolo dell'Occidente: “La Nato non è oggi, ma in un momento futuro. Se questo processo si trascinerà per anni o decenni, non per colpa nostra, ma per colpa dei nostri partner, allora abbiamo una domanda assolutamente legittima: cosa ci proteggerà da questo male per tutto il tempo, lungo il processo?” Zelensky si è spinto fino a provocare, ipotizzando la possibilità di ricevere armi nucleari per garantire la sicurezza dell’Ucraina.
Questa apertura al dialogo rappresenta una svolta importante e solleva nuove domande sul futuro degli equilibri geopolitici nella regione.
05/02/2025
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